29/09/2009

Staterelli e principati

E’ una cosa assai incredibile.

Mentre la Cina riscopre, dopo anni di amputazione della propria memoria storica, la sua mitica antichità imperiale, anche attraverso il cinema, come ad esempio con il nuovo film di John Woo, « La Battaglia dei tre regni », mentre l’America dimostra più che mai la sua arroganza di padroni del mondo, con l’esaltazione dei propri principi e del proprio « destino manifesto », mentre Russia, Brasile e India sono desiderosi di imprimere sul corso degli eventi la loro volontà, l’Europa appare sfiduciata, fiacca, senza ideali, in declino.

La costruzione europea, dopo il 1945 è andata avanti certo per evitare nuove possibili « guerre civili » europee, ma anche per imbrigliare la Germania, per compensare la perdita delle colonie e promuovere l’ideologia liberale.

Vista da oltre Atlantico, la costruzione europea è stata e non è altro che una razionalizzazione di quella parte dell’impero americano limitata inizalmente all’Europa occidentale e le cui frontiere sono state progressivamente allargate verso l’Est.

La storia europea è stata cancellata a favore di municipalismi inoffensivi e anacronistici.
In Italia, questo processo è probabilmente più avanzato che altrove. La romanità che aveva unificato la penisola è schernita, l’identità nazionale è un’opinione, la lingua italiana una lingua in via di marginalizzazione programmata.

La riduzione degli stati nazionali e delle stesse nazioni è l’opera maestra che si sta realizzando sotto i nostri occhi. Come spesso, l’Italia anticipa.

L’Europa diventerà a termine una sorta di neo « Sacro romano impero germanico » composto da staterelli e principati irrisori. Un agglomerato di San Marino, Liechtenstein, Andorra e Monaco all’infinito.

L’Italia ridiventerà una « espressione geografica ».

23:43 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

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