01/11/2008

L’Italia paradossale

L’Italia rimane come sempre paradossale. Non si lascia inserire così facilmente in un quadro normativo o concettuale.
Le sue radici storiche sono antiche e persino gloriose ma il paese non rivendica apertamente questo retaggio.
Anzi, gli italiani sembrano talvolta amnesici. Non lo sono, ovviamente. Il fatto è che non dispongono di un modello operativo forte e adatto.

La storia romana ? Impressionante, schiacciante, segnale di ambizioni (mai sopite) ma troppo lontana nel tempo per essere sentita altrimenti che come « retorica ». Semplice incoraggiamento di fondo.

La storia medievale ? Troppo particolaristica e nel contempo troppo universale. I liberi comuni, le repubbliche marinare non sono un modello di concordia « italiana », anzi. E l’inserimento dell’Italia nel sacro romano impero germanico o nella comunità globale cristiana lascia poco spazio alla sua marcata individualità.

Il Rinascimento ? Un sole splendente ma politicamente zero. Non puo’ essere un modello. L’Italia è divisa : premessa alle invasioni e al dominio straniero.
Le scoperte italiane fanno nascere imperi altrui (Colombo, Vespucci, Caboto, Verrazzano) ma l’Italia resta chiusa nel suo mediterraneo.

Poi vengono i secoli bui con l’Italia non più soggetto ma oggetto delle contese europee. Un antimodello.

Nemmeno il Risorgimento puo’ servire di autentico modello. Esso non ha mai coinvolto veramente il « popolo » italiano.
Sono morti più francesi che italiani per l’unificazione italiana la quale è stata in primo luogo una costruzione diplomatico-militare nonché un colpo di dadi fortunato (l’impresa dei Mille di Garibaldi).

Il Novecento è troppo scottante.
Il Fascismo, pur avendo vissuto con un largo consenso, è sprofondato dopo il 1945 nell’abisso dei tabù.
E persino la democrazia italiana moderna non puo’ servire integralmente di modello. Basta pensare che fino a qualche anno fa molti italiani avrebbero preferito una « democrazia popolare » e oggi molti altri italiani non accettano la democrazia iperliberista e consumistica (peraltro attualmente in crisi).

Sebbene l’Italia abbia servito di modello in parecchi campi, l’Italia stessa stenta a trovarsi un modello confacente.
Forse la « colpa » è degli italiani stessi, del loro « carattere », perché appaiono come disorientati, sconsolati, permanentemente alla ricerca di « nuovi » modelli, di « nuovi » parametri.

Basicamente perchè gli italiani sono perenni insoddisfatti. O si tratta di un’ennesima commedia all’italiana ?

23:27 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

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