27/07/2008

Italici

Alcuni anni or sono, Pietro Bassetti (addetto al commercio internazionale) aveva lanciato l’idea di una « italian business community » che si sarebbe avvalsa della forza trainante del senso d’appartenenza culturale.

Inizialmente ideata come stimolo al « business », la sua proposta è stata ulteriormente approfondita fino a giungere al concetto di « comunità italica ».

Pietro Bassetti è partito inizialmente da una doppia constatazione, una storica, l’altra operativa.

La prima consiste nel prendere atto e coscienza dell’esistenza nel mondo di vaste comunità di origine italiana dovute alla massicce migrazioni italiane svoltesi nell'Ottocento e nel Novecento.

La seconda mette in rilievo il fatto che dette comunità hanno tramandato elementi culturali italiani pur adattandosi alle realtà locali e che esse continuano a mantenere contatti di varia natura con l’Italia, le sue genti, la sua cultura.

Per Pietro Bassetti sembrava quindi ovvio il progetto di trovare i canali giusti per collegare comunità di origine italiana (e la loro continuità culturale), Italia e affari. Da qui il piano della « italian business comunity ».

Ma Pietro Bassetti ha proseguito la sua riflessione adattandola anche alla mondializzazione in corso.

Approfondendo il discorso, egli ha identificato altri attori. Oltre all’Italia, agli italiani e agli oriundi italiani ci sono tutti quelli « stranieri » che sono sensibili alla lingua, alla cultura, allo stile di vita, ai prodotti italiani.

Per questi « stranieri » e per gli oriundi italiani non ha senso parlare di italianità intesa come espressione dell’identità degli italiani d’Italia.

Gli oriundi hanno, sì, una origine italiana ma non vivono in Italia e sono catterizzati da un percorso storico, culturale e linguistico proprio.

Gli « stranieri », attratti dal modo di vivere italiano non sono italiani ma condividono elementi dell’italianità (talvolta vivono in Italia).

Una volta stabilita questa percezione, Pietro Bassetti ha quindi creato il concetto di « italici » che ingloba tutte quelle persone che si richiamano all’italianità e più in generale alla sensibilità italiana.

18:47 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

17/07/2008

Auguri Dominique

Il mio caro amico Dominique ce l’ha fatta : ha compiuto con successo il suo raid ciclistico Tournai-Pertusio (Piemonte) di più di mille chilometri.

Oltre allo sforzo fisico e organizzativo, all’allenamento necessario e al buon morale indispensabile, egli ha raggiunto un importante traguardo personale.

Un precedente tentativo (due anni fa) era fallito per sovraccarico della scorta e soprattutto per il maltempo (pioggia poco dopo la partenza).

Non si è lasciato scoraggiare ed ha tentato di nuovo quest’anno il raid ponendo maggiore attenzione alla logistica (sua figlia Amélie lo ha scortato in macchina) e ai mezzi tecnici (ha utilizzato un navigatore satellitare per ciclisti).

Storicamente è la seconda volta che Dominique riporta una vittoria di quel genere. Un simile raid Belgio/Italia l’aveva già eseguito anni fa.

Ma erano altri tempi. Aveva venti anni.

21:57 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

14/07/2008

Lingua italiana e cultura globale

Quale futuro per la lingua e la cultura italiana nell’epoca della mondializzazione ? Questa domanda che può sembrare retorica invece non lo è. Ed è legittima.

Il dilagamento dell'inglese (angloamericano) in campo globale ha per conseguenza una marginalizzazione delle altre espressioni culturali. Quelle minori sono devastate. Quelle maggiori sono destabilizzate, ridotte a ruolo di comparse. Questo stato di cose è presentato come un « progresso » autorizzato dalla diffusione/imposizione (accettata nolens volens) della cosiddetta « cultura globale ».

Se alcune lingue e culture tra le più robuste provano a resistere (francese, spagnolo), quelle meno diffuse fanno fatica.

La cultura italiana non ha pretese dominatrici ma non è neppure una entità periferica ed ha una lunga esperienza di convivenza con realtà egemoni (già il latino, più avanti il francese, adesso l’inglese).

Si può prospettare quindi che il « fatto » italiano continuerà ad adattarsi come lo ha fatto da secoli. La grande tradizione italiana di sincretismo proseguirà il suo cammino valorizzando il continuum che va dall’Italia antica a quella più moderna, dalla lingua madre latina ai cento dialetti, alle nuove lingue immigrate, alle molteplici espressioni linguistiche e culturali degli oriundi italiani nel mondo, alla odierna « cultura globale ».

16:08 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (2) |  Facebook |

01/07/2008

Sincretismo

Se c’è qualcosa che caratterizza in modo inconfondibile la cultura italiana è proprio il sincretismo. Esso è presente nella storia d’Italia sin dall’antichità più remota e si protrae fino ai nostri giorni.

L’evento fondatore è indubbiamente il « fatto » etrusco. La nascita di questa prima Italia crea i lineamenti e il modello della futura cultura italiana.

Si sa che un fondo etrusco sia giunto in Italia dalla Lidia. La sua entità non è interamente discernabile. Questo trapianto, tuttavia, non avrebbe avuto successo a lungo termine se non fosse avvenuta una integrazione con gli elementi autoctoni.

L’« elaborazione etrusca » suppone quindi una capacità comunicativa, costruttiva e di assorbimento reciproco funzionante da entrambi le parti.

Questo atteggiamento diventerà, in seguito, il paradigma dell’azione di Roma (plasmata inizialmente proprio dagli etruschi) e la chiave del suo duraturo successo.

La cultura italiana erediterà dai Romani questo « modus operandi » e questa « forma mentis ».

23:27 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |