28/12/2007

L’italiano ? Una lingua che non serve a niente !

Alcuni anni or sono, allorché insegnavo la lingua italiana a Tournai, ricevetti un invito per partecipare all’inaugurazione di un centro culturale italiano nel Borinage (zona di Mons). Ci andai con i miei alunni del corso serale. Assistemmo ad uno spettacolo ispirato alla commedia dell’arte, potemmo assaggiare le specialità del fornitissimo buffet all’italiana allestito per l’occasione e ammirare le opere di Remo Pintus, scultore di origine sarda, adesso scomparso.

Mentre stavo con gli allievi mi venne presentata un’insegnante inviata dal Governo italiano per insegnare la lingua italiana in Belgio. Mi presentai precisando che insegnavo l’italiano nell’ambito di corsi serali e presentai anche i miei allievi tutti adulti e belgi.

Si meravigliò per primo per il numero di alunni. E subito dopo aggiunse seriamente e testualmente  : « Ma perché studiano l’italiano ? Pertanto è una lingua che non serve a niente ! »

Se avessi avuto in quel momento un’oncia di potere nei suoi confronti avrei dato ordine a quell’insegnante di tornare immediatamente a casa, di prepararsi la valigia e di tornare in Italia l’indomani mattino con il primo aereo, primo pullman, primo treno, primo battello.

Ovviamente non si puo’ pretendere che chi insegni la lingua italiana, specialmente all’estero, lo faccia notoriamente per vocazione ma nemmeno si può sputare nella minestra in cui uno mangia !

18:31 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (2) |  Facebook |

24/12/2007

Feste di Natale e Capodanno

Stanno arrivando le feste di Natale e Capodanno che mi infastidiscono tanto.

Primo, perché se un tempo la religiosità genuina della gente permetteva di dare alla festa di Natale un significato spirituale nonché di autenticità nelle relazioni umane, questo oggigiorno non è più che un ricordo del passato.
Pian piano ci stiamo avvicinando al momento in cui si parlerà di questa festività come di una tradizione antica quasi si parlasse della religione degli antichi etruschi.

Secondo, perché il recupero commerciale è diventato così massimo e banale. Quei due eventi del « calendario di vendita » non sono più altro che due tappe nella corsa al consumo più sfrenato. Tra l’altro le grosse abbuffate.
Nel Tour de France o Giro d’Italia del consumismo, Natale e Capodanno figurano come importanti altissime tappe di montagna.

Terzo, perché se da un lato, è vero, queste feste possono essere un’occasione, tramite gli auguri e gli incontri, per riallacciare buoni rapporti con tanta gente, dall’altro esse mi sono antipatiche per la tanta ipocrisia che va in giro in quel periodo, per le « buone azioni » che in quei giorni, eccezionalmente e su comando si svolgono.

Quarto, perché queste feste si celebrano ad una settimana d’intervallo e uno non fa nemmeno in tempo a recuperare, a riprendere fiato.
Inoltre, perché in Europa si festeggiano d’inverno. Preferirei personalmente festeggiare Natale e Capodanno d’estate, all’aria aperta, in pantaloncini e magari con arrosti alla brace. Sì, lo so, dovrei traslocare nell’emisfero australe.

Quinto, perché le persone veramente sole sono ancor più sole in quei giorni. Le persone veramente povere sono ancor più povere. Anzi sprofondano.
Natale e Capodanno che sono enfatizzate come ricorrenze di gioia e di comunanza si trasformano per loro, ahimé, nell’estremo assoluto opposto. Roba proprio da vomitare e piangere.

00:44 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

20/12/2007

I due Occidenti

i due occidenti

L’altra sera, Bruxelles. « Vedremo quale dei due Occidenti cadrà », dissi alla signora seduta accanto a me.
Non era ancora iniziato l’incontro dal titolo allettante « I due Occidenti, Europa ed America dopo l’11 settembre ».
Mi riferivo ai manifesti.

Un’affiche centrale riportava detto titolo e l’immagine di due globi terrestri con la rappresentazione di ciascuna delle entità geopolitiche.
A destra e a sinistra di questa affiche, manifesti più grandi raffiguravano un’antica carta geografica con le due sponde atlantiche.
Forse a causa del caldo le affiche non tenevano sulla parete malgrado lo sforzo ripetuto più volte di farle reggere.
Per finire furono usati mezzi coercitivi : il nastro adesivo.
Gli Occidenti altrimenti sarebbero caduti sulla testa dei due conferenzieri.

Uno degli oratori è arrivato decisamente in ritardo. E’ proprio su di lui che è caduto, nonostante il nastro adesivo, un Occidente.
Nel mondo antico si faceva molto attenzione ai segni, anche infimi, mandati dagli dei. Anch’io ci sono attento, ai giorni d’oggi.
L’altra sera a Bruxelles è caduto un Occidente.
Europa, America. Domani quale di questi due Occidenti cadrà veramente ?

22:43 Écrit par Hermes007 dans Général | Lien permanent | Commentaires (1) |  Facebook |